di Tiziana Lang - Prima ricercatrice INAPP, esperta di politiche del mercato del lavoro
Human capital is at the heart of the European approach to tackle the challenge of the twin green and digital transitions. The Council’s proposal for a recommendation on human capital of 25 November 2025 is only the latest step of a strategy that aims to combine economic growth and social equity. According to this approach, investment in skills is key to competitiveness, but also to the implementation of the priorities of the European Pillar of Social Rights in relation to fair working conditions and equal access to the labour market, not least in terms of social protection and social and economic inclusion. The analysis focuses also on the concept of Quality Jobs as defined in the European Commission’s relevant Roadmap released on 4 Decemberv2025
1. Il capitale umano tra competitività e skills intelligence
La proposta di raccomandazione sul capitale umano, formulata dalla Commissione europea nell’ambito del pacchetto d’autunno del semestre europeo 2026, rappresenta una novità nel processo del semestre che, normalmente, è avviato dalle raccomandazioni economiche per l’area dell’euro e solo con il pacchetto di primavera presenta raccomandazioni specifiche per paese. L’intento della Commissione è di introdurre una dichiarazione strategica rivolta a tutti i paesi europei sulle competenze del capitale umano; raccomandazione che si intende far divenire annuale per il ruolo che le competenze svolgono quale asset principale per l’equità sociale, per l’aumento della produttività e per la competitività dell’Unione a livello globale.
1.1 Il pacchetto d’autunno del semestre europeo 2026
La proposta di raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’Unione europea1 è introdotta per la prima volta dalla Commissione europea nel pacchetto d’autunno del semestre europeo 20262. Il pacchetto normalmente si compone di diversi documenti: una comunicazione generale sul pacchetto d’autunno3, la comunicazione sul quadro di governance economica nella politica fiscale nazionale4, dai pareri sui documenti programmatici di bilancio degli Stati membri della zona euro, con cui la Commissione valuta in che misura i progetti di bilancio degli Stati membri per l’esercizio successivo si allineano alle regole di bilancio ed economiche dell’UE5, e dal rapporto sulle procedure per deficit eccessivo degli stati membri interessati (nel 2025 Germania e Finlandia)6. A questi si aggiungono: una relazione sul meccanismo di allerta, che mira a individuare, prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici che ostacolano il corretto funzionamento delle economie degli Stati membri, dell’Unione economica e monetaria o dell’Unione nel suo complesso7, e una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che fornisce agli Stati membri della zona euro una consulenza strategica sugli aspetti che incidono sul funzionamento della zona euro8. Infine, due rapporti tecnico-politici individuano i settori prioritari per l’azione politica nell’UE e nei singoli paesi nei prossimi mesi, si tratta del rapporto macroeconomico europeo, realizzato dagli esperti della direzione generale politiche economiche e finanziarie9 e della proposta di relazione congiunta sull’occupazione10 realizzata dalla direzione generale occupazione e affari sociali della Commissione europea. Ai fini del presente contributo, il rapporto di interesse è il JER (Joint Employment Report) che presenta i principali sviluppi occupazionali e sociali nell’UE e le politiche attuate dai governi nazionali, individuando i settori prioritari per l’azione politica, con una forte attenzione all’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali11.
Il Pacchetto d’autunno del semestre europeo 2026 definisce le priorità della politica economica e occupazionale per stimolare la competitività dell’Unione, in un contesto geopolitico sempre più complesso. La Commissione chiede agli stati membri di agire in modo coordinato al fine di rafforzare la produttività, l’innovazione e gli investimenti, in linea con la bussola per la competitività12 (2025).
Come noto, il pacchetto d’autunno avvia il ciclo del semestre europeo, che quest’anno mira in particolare a migliorare la sua base analitica, a rafforzare il dialogo tra gli Stati membri e le parti interessate, nonché a intensificare l’attenzione sull’attuazione delle politiche. Nel mese di giugno 2026, il pacchetto di primavera fornirà le raccomandazioni strategiche per paese che indicano come affrontare le sfide individuate nelle relazioni per paese13, partendo dalle raccomandazioni strategiche del semestre europeo precedente (2025).
Il pacchetto d’autunno si basa sulle previsioni economiche di questo autunno, che mostrano un’economia resiliente nell’Unione con una crescita moderata trainata dalla robusta domanda interna e dagli investimenti, nonché da un solido mercato del lavoro e dal rallentamento dell’inflazione. Nonostante questa resilienza, l’economia europea continua a mostrare diverse vulnerabilità strategiche e sfide strutturali importanti quali la bassa produttività, le pressioni demografiche e la crescente domanda di investimenti pubblici nella difesa e per la transizione verde e digitale. Secondo la Commissione europea è essenziale rafforzare la competitività e mantenere finanze pubbliche sane, per sbloccare il potenziale di crescita dell’Unione europea e salvaguardare la stabilità del continente.
La raccomandazione per l’economia della zona euro invita gli Stati membri a salvaguardare la sostenibilità di bilancio rispettando i percorsi di spesa netta raccomandati dal Consiglio, compresa la flessibilità concessa per la spesa per la difesa. La Commissione raccomanda inoltre agli Stati membri di ridefinire le rispettive priorità di bilancio per far fronte alla spesa necessaria per gli investimenti strategici. I paesi dell’Ue devono affrontare e risolvere i colli di bottiglia per l’industria della difesa, per esempio, promuovendo appalti congiunti. La raccomandazione invita gli Stati a completare l’attuazione dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza entro il 31 agosto 2026, garantendo il pieno assorbimento dei fondi dell’UE. Inoltre, si chiede ai paesi della Zona Euro di rafforzare i mercati del lavoro promuovendo le competenze, migliorando i risultati dell’istruzione, aumentando la partecipazione, sostenendo la qualità del lavoro e affrontando la povertà e l’accessibilità economica degli alloggi, garantendo nel contempo che la crescita salariale rimanga in linea con la produttività. Un’ulteriore raccomandazione riguarda la promozione degli investimenti nell’innovazione e nei settori strategici, e il miglioramento del funzionamento del mercato unico portando avanti la semplificazione normativa proposta dalla Commissione ed eliminando gli ostacoli presenti, al fine di aumentarne l’efficienza e la portata. Infine, si raccomanda l’adozione di misure atte a sviluppare un’Unione europea dei risparmi e degli investimenti per mobilitare capitali, promuovere la creazione dell’euro digitale, rafforzare il ruolo internazionale della moneta e monitorare i rischi per la stabilità macrofinanziaria.
1.2 La raccomandazione sul capitale umano
La proposta di raccomandazione sul capitale umano ha l’ambizione di fungere da ponte tra l’agenda per la competitività dell’UE (competitiveness compass) e la realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Infatti, come si legge al primo considerando della proposta di raccomandazione, il pilastro europeo dei diritti sociali fornisce una bussola per la convergenza verso l’alto delle condizioni di lavoro e di vita nell’Unione europea. Il primo principio del pilastro sociale afferma che «ogni persona ha diritto a un’istruzione, una formazione e un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che le consentano di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro» (2017).
L’Unione riconosce che una forza lavoro altamente qualificata non è solo un fattore produttivo, ma anche il motore della produttività, dell’innovazione e di posti di lavoro di qualità, nonché l’abilitatore di una transizione ecologica e digitale equa. I rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta hanno rafforzato la tesi che per il futuro economico dell’UE sia necessario un massiccio investimento in competenze, richiedendo un innalzamento dei livelli medi di istruzione per consentire ai cittadini di aggiornarsi costantemente e di cambiare lavoro o professione, se necessario14.
Il contesto politico descritto nella proposta di raccomandazione vede 42 occupazioni con forti carenze sia di forza lavoro sia di adeguate competenze (2023). Sono soprattutto le PMI a confrontarsi con questa crescente carenza di competenze (68 per cento), mentre per la maggioranza delle imprese (77 per cento) dette carenze rappresentano un freno alla crescita e agli investimenti dell’impresa (2024). A questi dati si aggiungono l’ancora troppo ridotta partecipazione degli adulti alla formazione continua (39,5 per cento nel 2022) e la preoccupante carenza di competenze digitali (più del 90 per cento dei lavori richiede competenze digitali, ma solo il 55,6 per cento della popolazione adulta possiede competenze digitali di base). Infine, ben il 26 per cento dei giovani non possiede competenze di base in matematica, lettura e tecnologie digitali. Tra le sfide per il capitale umano individuate nella proposta di raccomandazione: la carenza di competenze adeguate sia dal punto di vista della qualità che della quantità (l’UE non produce un numero sufficiente di lavoratori e lavoratrici competenti), la velocità della trasformazione in atto e la “lentezza” del cambiamento nei sistemi istruzione e formazione (mentre sarebbe necessario un netto cambio di passo per recuperare il gap con gli Stati Uniti e la Cina)15. Un’ulteriore sfida per il capitale umano nell’UE è la carenza di sistemi informativi idonei a leggere e confrontare i dati disponibili su competenze e lavori, impedendo di fatto il coordinamento tra le varie amministrazioni e l’elaborazione di politiche coerenti nei settori dell’istruzione, della formazione e del lavoro. (Tab. 1)
Appare evidente la spinta della Commissione per l’orientamento dei percorsi di istruzione e formazione verso le competenze che occorrono nei settori identificati come strategici per l’economia dell’UE, ossia la transizione pulita, l’economia circolare e la decarbonizzazione industriale, la sanità e le biotecnologie, la difesa e lo spazio. Per l’indipendenza economica dell’UE è necessario fornire programmi formativi di qualità nelle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), ma anche invertire la tendenza negativa nelle competenze di base, per una forza lavoro futura in grado di formarsi e lavorare nelle nuove industrie tecnologiche più competitive nel contesto internazionale. Tutte queste innovazioni e operazioni di rafforzamento del capitale umano possono essere implementate solo se si mobilitano ingenti risorse pubbliche e private. Poiché si tratta di investimenti nelle persone, a beneficio della società e dell’economia, la responsabilità deve essere condivisa tra imprese e autorità pubbliche.
Il ruolo strategico della Skills Intelligence è ripetutamente richiamato nell’invito a sviluppare e applicare metodologie che utilizzino i Big Data e l’IA per fornire informazioni sulle competenze migliori e più tempestive. L’obiettivo è prevenire il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, integrando dinamicamente le informazioni predittive nelle strategie di sviluppo economico e nell’orientamento professionale. Per sostenere questo obiettivo, la proposta di raccomandazione promuove la massimizzazione degli investimenti in istruzione e competenze, incoraggiando l’uso delle linee guida volontarie per la valutazione del ritorno economico degli investimenti sociali16 e la finestra competenze dello strumento InvestEU17, anche in coerenza con iniziative concrete come il recente bando europeo per la fase sperimentale della nuova “garanzia per le competenze” nell’ambito della Union of Skills18.
2. Lavoro di qualità: competenze, retribuzione e dignità sociale
Nel capitolo, si approfondisce il concetto di lavoro di qualità quale elemento centrale del pilastro sociale. La tabella di marcia per lavori di qualità19 lanciata dalla Vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Roxana Mînzatu, il 4 dicembre 2025, è stata anticipata dal lavoro svolto nei comitati occupazione e protezione sociale20 che hanno proposto un loro documento per l’approvazione dei ministri del lavoro e politiche sociali degli Stati membri (Consiglio EPSCO di giugno 2025). La roadmap sui lavori di qualità disegna il percorso per migliorare la qualità del lavoro e creare lavori a “prova di futuro” nell’Unione europea. 2.1 La tabella di marcia per posti di lavoro di qualità
La Quality Jobs Roadmap rappresenta l’esito di un percorso avviato dalla Commissione a partire dal 2024 con le linee politiche della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dove si ribadisce che le persone e i loro lavori devono rimanere al centro dell’economia sociale di mercato dell’Unione europea anche nei cambiamenti di strategie industriali e dell’economia, e si prende l’impegno di lanciare una tabella di marcia dedicata in collaborazione con i partner sociali. Lo stesso concetto è ribadito nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2025, dove la presidente afferma che la competitività europea si fonda su posti di lavoro di qualità e sulla valorizzazione dei lavoratori.
Nel lanciare la Roadmap la vicepresidente esecutiva, Mînzatu, alza l’asticella dicendo che “ogni lavoro in Europa deve essere un lavoro di qualità” per attrarre talenti, ridurre il lavoro povero, e rafforzare la competitività e la coesione sociale dell’Europa. La tabella di marcia per i posti di lavoro di qualità prepara il terreno alla legge europea per i lavori di qualità (Quality Jobs Act) che la Commissione ha annunciato per la fine del 2026.21
Per decenni, l’economia sociale di mercato dell’UE (un unicum a livello globale) ha offerto ottime opportunità commerciali e, al contempo, protezione ai lavoratori. I tassi di occupazione nell’UE hanno raggiunto livelli record, e l’Europa ha dimostrato resilienza nei gravi shock susseguitisi, soprattutto grazie alle azioni congiunte e al sostegno mirato a imprese e cittadinanza (ad esempio, nella pandemia di COVID-19, e di fronte alla crisi energetica).
Gli sconvolgimenti geopolitici e geoeconomici degli ultimi tre anni, la concorrenza globale, le dipendenze commerciali e la trasformazione della base industriale europea pesano sulla crescita e sulla stabilità. Ma i cambiamenti strutturali richiedono soluzioni altrettanto strutturali per una crescita competitiva ed equa. E’ in questo contesto che la tabella di marcia per posti di lavoro di qualità rinnova l’impegno a promuovere la qualità del lavoro quale fattore chiave per la competitività dell’UE. La tabella copre molteplici dimensioni della qualità del lavoro, quali i redditi, le condizioni di lavoro, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, le competenze e la parità. Per la sua preparazione, c’è stato un ampio coinvolgimento delle parti sociali: sono stati raccolti contributi da 52 parti sociali nazionali e 43 europee (di questi ultimi, 11 sono congiunti e 32 unilaterali), coinvolgendo in totale 200 organizzazioni nell’UE. (Tab. 2)
L’azione dell’UE si concentra su tre aree chiave. La prima riguarda la creazione e il mantenimento di posti di lavoro di qualità. L’UE mira a sostenere le industrie e le PMI nella transizione ecologica e digitale, riducendo gli oneri amministrativi e promuovendo l’innovazione. Questo include iniziative come il Clean Industrial Deal per decarbonizzare l’industria22 e misure per rafforzare le capacità strategiche dell’UE. Un focus particolare è posto sull’investimento nel capitale umano, con l’obiettivo di colmare le lacune di competenze, promuovere l’istruzione nelle materie STEM e ICT (soprattutto per le donne) e facilitare la mobilità dei lavoratori qualificati attraverso il riconoscimento delle qualifiche (Union of Skills) e l’attrazione di talenti da paesi terzi (EU Talent Pool).
La seconda area è quella della modernizzazione del mercato del lavoro. La Commissione intende promuovere l’innovazione digitale garantendo al contempo la protezione dei lavoratori. Questo include un uso responsabile dell’IA e della gestione algoritmica sul lavoro, nel rispetto delle norme sulla privacy e dei diritti dei lavoratori. Inoltre, si punta a adattare le modalità di lavoro alla realtà digitale, regolamentando il telelavoro e garantendo il diritto alla disconnessione, per bilanciare flessibilità e benessere dei lavoratori.
Infine, la terza area sensibile è quella dell’equità, sicurezza e uguaglianza. L’UE si impegna a garantire condizioni di lavoro giuste, sicure ed eguali per tutti. Ciò comporta il rafforzamento della salute e sicurezza sul lavoro (fisica e mentale), la promozione di salari adeguati e la lotta allo sfruttamento lavorativo, in particolare nelle catene di subappalto. Si sottolinea l’importanza della parità di genere, della lotta alla discriminazione, della promozione della mobilità equa dei lavoratori all’interno dell’UE (anche in relazione alla portabilità e trasferibilità dei diritti pensionistici). La protezione sociale per i lavoratori autonomi e atipici è anch’essa una priorità di questo area di azione della Tabella di marcia.
Nel prossimo anno la Commissione redigerà la proposta di legge europea sui posti di lavoro di qualità, anche basandosi sui risultati della consultazione pubblica di primo livello con le parti sociali, sulle azioni europee di tipo non legislativo da lanciare e sulle questioni di più stretta competenza della contrattazione collettiva e della protezione dei lavoratori (gestione algoritmica e IA sul lavoro, salute e sicurezza, subappalto, transizione giusta, valorizzazione dei lavoratori). A metà 2026, sarà condotta una seconda consultazione con le parti sociali europee sulla bozza di norma europea, per poi giungere alla presentazione della proposta di legge sui posti di lavoro di qualità entro la fine dell’anno (v. visualizzazione in Fig.1).
2.2 Le dimensioni del lavoro di qualità
Il Comitato per l’occupazione, nella sua opinione sulle dimensioni del lavoro di qualità23, ha fissato un quadro di riferimento per la definizione del lavoro di qualità che consta di tredici dimensioni interconnesse. Nel documento, si riconosce la multidimensionalità del concetto di “posto di lavoro di qualità”, che comprende diversi fattori che determinano il benessere e i diritti degli individui sul luogo di lavoro e influenzano produttività, competitività, salari e coesione sociale.
Le tredici dimensioni spaziano dai diritti dei lavoratori (workers’ right) alla sicurezza sul lavoro (Safety and health at work) e sono strettamente legate al capitale umano da alcuni elementi cruciali: lo sviluppo delle competenze, la crescita professionale, l’accesso alla protezione sociale, l’occupabilità, ma anche le dinamiche della contrattazione collettiva. Tra le variabili da considerare rientrano anche la conciliazione vita-lavoro, lo stress, il grado di autonomia sul lavoro.
Un ulteriore dimensione è rappresentata dagli avanzamenti tecnologici che hanno alterato la natura del lavoro introducendo forme di automazione di compiti (task), modelli di lavoro da remoto o ibridi, l’intelligenza artificiale (IA) e la gestione algoritmica del lavoro, che influenzano i modelli di orario di lavoro, l’autonomia dei lavoratori e le competenze richieste per svolgere i compiti assegnati. Le tecnologie digitali avanzate, come l’IA, secondo gli esperti dell’EMCO potrebbero supportare i lavoratori nella esecuzione della prestazione lavorativa e contribuire ad accrescere il benessere individuale e migliorare la qualità del lavoro.
In particolare, nell’opinione l’accento è posto, linea con il pilastro europeo dei diritti sociali, sull’adeguatezza dei redditi dal lavoro e sull’equità dei salari (adequate earnings and fair wages). Questi ultimi, unitamente alle appropriate condizioni di lavoro, allo sviluppo delle competenze, alle progressioni di carriera e alla sicurezza sul posto di lavoro possono creare “a virtuous cycle of personal empowerment, productivity and economic growth.” (cit.) Inoltre, in chiave sociale, la giusta retribuzione consente a lavoratori e lavoratrici di vivere in condizioni dignitose, di poter sostenere il costo della vita, di pagare un affitto, ecc. contrastando la povertà lavorativa (working poor).
Tra le dimensioni politiche identificate dal comitato occupazione per definire il concetto di lavoro di qualità rientrano anche la salute e sicurezza sul lavoro (come nel Pilastro sociale): “A safe and healthy work environment, combined with workplace wellbeing, optimal working time arrangements, work-life balance, and job autonomy, form the foundation for both personal and professional development, as well as organisational success.” (cit.)
Inoltre, secondo gli esperti di EMCO, la rappresentanza degli interessi collettivi da parte dei sindacati, la parità di genere e le pari opportunità, nonché il passaggio dal lavoro sommerso all’occupazione regolare sono tutti fattori abilitanti trasversali che possono efficacemente contribuire a creare un mercato del lavoro equo e inclusivo che riconosca e ricompensi il contributo di tutti.
L’attuazione delle politiche sul capitale umano per il “lavoro di qualità” si traduce nella garanzia di formazione continua e nel riconoscimento delle qualifiche e competenze nel mercato unico europeo. Nell’opinione, infatti, si mette in luce la necessità di affrontare le carenze di manodopera e competenze facilitando una mobilità interna all’Unione europea più equa e trasparente, elemento fondamentale nel contesto della transizione demografica e della competizione globale per i talenti. La definizione e la garanzia del lavoro di qualità sono un pilastro del dialogo sociale europeo, che attraverso la contrattazione collettiva, adatta i termini di impiego (dalle condizioni retributive alla formazione) alle mutevoli esigenze della transizione, come ribadito nel patto europeo sul dialogo sociale firmato con le parti sociali24.
Per il futuro, il Comitato occupazione si impegna a sostenere la Commissione e gli Stati membri nel monitoraggio dei progressi della roadmap, anche in vista del nuovo Piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali (atteso per fine 2025). Infine, una raccomandazione alla Commissione in merito alla necessità che le nuove misure si integrino perfettamente con quelle già esistenti per massimizzare i risultati, evitando di soffocare imprese e cittadini con inutile burocrazia (red tapes).
Conclusioni
Il capitale umano è un elemento essenziale per la competitività dell’Unione europea. Le recenti iniziative della Commissione, dalla Raccomandazione sul capitale umano alla Quality Jobs Roadmap, delineano una strategia dove la competitività globale si costruisce non solo sull’innovazione tecnologica, ma investendo nelle persone. L’approccio europeo unisce inscindibilmente crescita economica e giustizia sociale, riconoscendo che solo una forza lavoro qualificata, protetta e adeguatamente retribuita può guidare la doppia transizione verde e digitale.
Serve un cambio di passo nella governance multilivello, che coordini efficacemente risorse nazionali ed europee investendo nei sistemi di previsione del mercato del lavoro per anticipare i bisogni del mercato e orientare la formazione continua al fine di colmare i divari di competenze e territoriali.
Un capitale umano adeguatamente formato è presupposto imprescindibile per un mercato del lavoro resiliente, in particolare nelle materie STEM e ICT per una transizione digitale equa e una gestione algoritmica del lavoro etica e umano centrica. Occorre infine agire sui sistemi di riconoscimento automatico delle qualifiche professionali, anche dei lavoratori provenienti da paesi terzi, può favorire una migliore mobilità territoriale e professionale a vantaggio dell’equità, della dignità e, non ultimo, della competitività globale dell’Unione europea e di ciascuno stato membro.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
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Commissione Europea, Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’Unione Europea. COM(2025) 959 final, 25 novembre 2025.
Commissione Europea, Comunicazione relativa ad una strategia per la promozione dell’alfabetizzazione finanziaria nell’UE, COM(2025) 681 final, 30 settembre 2025.
Commissione Europea, Raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro. COM(2025) 957 final, 25 novembre 2025.
Commissione Europea (2021), Comunicazione: Building an economy that works for people: an action plan for the social economy, COM(2021) 778 final, 9 dicembre 2021.
Comitato per l’occupazione (EMCO), Opinion of the Employment Committee on the dimensions of job quality, ST 9417/25 INIT, 6 giugno 2025.
Comitato per l’Occupazione, Key messages from EMCO on the implementation of the Action Plan on labour and skills shortages in the EU, ST 14896/25 INIT, 6 novembre 2025.
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M.Draghi, The future of European competitiveness. A competitiveness strategy for Europe, 2024
Eurofound (2025), Anticipated threats to poverty in Europe: Navigating the new challenges. Background paper for EPSCO Council, ST 9420/25 ADD 1, 19 giugno 2025.
T. Lang, Microfinanza e competenze finanziarie: politiche e strumenti europei del prossimo futuro, in Microfinanza, n.60, XIII, 2025.
T.Lang, Economia sociale, risorse europee e microcredito: la ricerca di un equilibrio, in Microfinanza n.56, XIII, 2025.
E. Letta, Much more than a market, 2024.
NOTE
1 COM 2025 959 final, Recommendation for a Council Recommendation on human capital in the European Union, 25.11.2025
2 Al link è possibile scaricare tutti i documenti che compongono il Pacchetto d’autunno del semestre europeo 2026 https://commission.europa.eu/publications/2026-european-semester-autumn-package_en
3 COM(2025) 955 final, Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Central Bank, the European Economic and Social Committee, the Committee of Regions and the European Investment Bank “2026 European Semester - Autumn Package. Delivering on the Competitiveness Compass: pushing forward with reforms and investments”, 25.11.2025, https://commission.europa.eu/document/download/d1d3b36b-1af5-42b2-910c-59f68bdef893_en?filename=COM_2025_955_1_EN_ACT_part1_v7.pdf
4 COM(2025) 951 final, Communication from the Commission to the European Parliament, the Council and the European Central Bank, Reflecting the economic governance framework in national fiscal policy, 25.11.2025, https://economy-finance.ec.europa.eu/document/download/721e711b-3099-480e-870e-444095b21de4_en?filename=COM_2025_951_1_EN.pdf
5 E’ possibile consultare i pareri sui diversi Stati membri al seguente link https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-governance-framework/stability-and-growth-pact/preventive-arm/annual-draft-budgetary-plans-dbps-euro-area-countries/draft-budgetary-plans-2026_en
6 COM(2025) 950 final, Report from the Commission Germany and Finland, 25.11.2025, https://economy-finance.ec.europa.eu/document/download/016d9065-1679-4d50-9f3a-e758dc9ae859_en?filename=COM_2025_950_1_EN_Omnibus%20report_v2.pdf
7 COM(2025) 956 final, Communication from the Commission to the European Parliament, the Council and the European Economic and Social Committee, Alert Mechanism Report 2026, prepared in accordance with Article 3 of Regulation (EU) No 1176/2011 on the prevention and correction of macroeconomic imbalances, 25.11.2025, https://commission.europa.eu/publications/alert-mechanism-report_en
8 COM(2025) 957 final, Commission Recommendation for a Council recommendation on the on the economic policy of the euro area, 25.11.2025, https://commission.europa.eu/document/download/8be79e75-a451-4dd9-a4ed-ead4439a7118_en?filename=COM_2025_957_1_EN_0.pdf
9 European Commission, 2026 European Macroeconomic Report, European Economy Institutional Paper 328, November 2025, European Union 2025, https://economy-finance.ec.europa.eu/document/download/47430efe-c224-439c-aa3c-637d5fb7535c_en?filename=ip328_en.pdf
10 COM(2025) 958 final, Proposal for a Joint Employment Report from the Commission and the Council, 25.11.2025, https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/document/download/bd5fbe1e-826f-4f06-84b1-3734454984b4_en?filename=COM_2025_958_1_EN.pdf
11 COM(2017) 250 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali, 26.04.2017, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52017DC0250
12 COM (2025) 30 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Bussola per la competitività dell’UE, 29.01.2025, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0030
13 Si tratta delle country specific recommendations (CSR) e dei country reports (CR) pubblicati dalla Commissione nella tarda primavera (sempre nel processo del semestre europeo).
14 E.Letta, Much more than a market, 2024, M.Draghi, The future of European competitiveness. A competitiveness strategy for Europe, 2024.
15 Al considerando 8 della raccomandazione si legge “Entro il 2027 l’UE avrà bisogno di circa 7 milioni di lavoratori nel settore dell’IA, con circa il 60% della forza lavoro che richiederà competenze in materia di IA. Nel settore della sicurezza informatica è stata individuata una carenza di circa 300.000 specialisti, mentre nel settore dei semiconduttori, sulla base delle tendenze attuali, sarà necessario colmare una carenza di quasi 100.000 nuovi professionisti” (traduzione a cura dell’autore).
16 I target per le materie STEM al 2030 sono: 45 per cento di studenti nell’ istruzione e formazione professionale in materie STEM , 20 per cento di studentesse nelle STEM, 12 per cento di studenti/esse dell’istruzione e formazione professionale che maturano esperienze all’estero.
17 Voluntary guiding principles for EU Member States for evaluating economic effects of reforms and investments in the labour market, skills and social policy domains, INIT 10779/24 EPSCO, https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10779-2024-INIT/en/pdf
18 Cfr. T.Lang, Economia sociale, risorse europee e microcredito: la ricerca di un equilibrio, in Microfinanza n.56/2025.
19 L’avviso a presentare proposte, in scadenza il 29 gennaio 2026, prevede il finanziamento di massimo sei azioni sperimentali da parte della Commissione europea per un budget complessivo di 14,5 milioni di euro. Per maggiori informazioni https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/policies-and-activities/skills-and-qualifications/union-skills/european-skills-guarantee_en
20 COM (2025) 944…… del 4 dicembre 2025
21 Employment Committee (EMCO) e Social protection Committee (ESPC)
22 Cfr. il Programma di lavoro della Commissione per il 2026 al link https://commission.europa.eu/publications/2026-commission-work-programme-and-annexes_en
23 COM(2025) 85 final, Il patto per l’industria pulita: una tabella di marcia comune verso la competitività e la decarbonizzazione, del 26.02.2025.
24 ST-9417-2025-INIT, Opinion of the Employment Committee on the dimensions of job quality, presentata ai Ministri del lavoro degli Stati membri nel Consiglio EPSCO di giugno 2025.
25 Pact for European social dialogue, 5 marzo 2025. https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/document/download/93c513bd-9faa-4ba7-a4c7-9a06505790fc_en?filename=Pact%20for%20European%20Social%20Dialogue_signed%20version.pdf


