Microcredito, non solo Autoimpresa e Autoimprenditorialità

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di Mario Baccini - Presidente ENM

Il microcredito, nel contesto di un’economia complessa e dinamica come quella italiana ed europea, si è affermato non solo come uno strumento di politica economica, ma come un imperativo sociale per affrontare i fenomeni di esclusione finanziaria e povertà relativa. Nato in risposta all’appello delle Nazioni Unite per la lotta alle estreme povertà e all’esclusione sociale e finanziaria, il microcredito recupera i principi della sussidiarietà economica e dell’economia sociale di mercato adattandoli a logiche moderne.
A differenza del credito ordinario, il microcredito si configura come un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari, ovvero un finanziamento assistito. Consente l’accesso a fondi per coloro che, a causa della mancanza di garanzie patrimoniali tradizionali, incontrano difficoltà a rivolgersi agli istituti bancari. Per coloro che hanno un’idea ma sono definiti “non bancabili”, il microcredito diventa l’unica alternativa possibile per fare impresa.

1. IL RUOLO ECONOMICO E SOCIALE
L’importanza del microcredito per l’autoimpresa risiede nella sua capacità di generare nuovo tessuto produttivo e sostenere l’occupazione, con un impatto occupazionale stimato in 2,43 per ogni iniziativa finanziata, e un tasso di insolvenza (default) prossimo allo zero. L’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM), in qualità di ente regolatore e promotore, si è fatto carico della diffusione di questa attività come fulcro di una nuova politica di sviluppo e autoimpresa.
Il target dei beneficiari per l’autoimpresa è ampio e diversificato, includendo:
• Giovani (in particolare NEET, attraverso programmi come YES I START UP e SELFIEmployment) con idee meritevoli ma privi di mezzi economici.
• Donne che desiderano creare una propria impresa e che storicamente si sono dimostrate clienti più affidabili e intraprendenti nella restituzione del prestito.
• Adulti e disoccupati di lunga durata interessati ad avviare una propria attività.
• Immigrati regolari, per i quali sono attivi percorsi di formazione e sostegno all’autoimprenditorialità (come il progetto F.A.S.I. e S.I.M.P.I.L.).

Il finanziamento, fino a un massimo di 75.000 euro (estendibili a 100.000 euro se destinati a srl ordinarie), è destinato all’acquisto di beni e servizi, al pagamento delle retribuzioni dei nuovi dipendenti e, significativamente, al sostenimento dei costi per la formazione aziendale. Questo dimostra come il microcredito non sia solo un prestito di denaro, ma un investimento nella persona e nel progetto. La presenza di una garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le PMI (pari all’80% per i finanziamenti fino a 50.000 euro e del 60% per i finanziamenti d’importo superiore) rende il prodotto più sicuro e attraente per il sistema bancario convenzionato, con cui l’ENM opera in sinergia e non in concorrenza.

2. IL COMPITO DELLA FORMAZIONE DEGLI INDIVIDUI PER SUPPORTARE L’AUTOIMPRESA
La vera innovazione e il tratto distintivo del microcredito – in particolare nel modello italiano applicato dall’ENM – risiedono nell’enfasi posta sui servizi ausiliari e sulla formazione. Non è sufficiente l’accesso al capitale; è indispensabile preparare l’individuo ad affrontare le complessità del mercato e del sistema finanziario.
Il Concetto di Finanziamento Assistito e “Ultimo Miglio”
Il microcredito è definito come una forma di finanziamento assistito. L’assistenza si traduce nell’accoglienza, nell’ascolto e nel sostegno ai beneficiari, dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione. Questo approccio è cruciale per la validità e la sostenibilità del progetto.
Il percorso formativo si concretizza attraverso:
• Tutoraggio (Tutoring/Coaching): Figura centrale nel processo microcreditizio. Il tutor, esperto formato dall’ENM, assiste l’aspirante imprenditore nello sviluppo dell’idea e nella compilazione del business plan. Il tutoraggio funge da medianicità indispensabile all’acquisizione di conoscenze e processi, e continua ad assistere il cliente anche durante il periodo di ammortamento per il monitoraggio dell’azienda. Questo sistema, definito l’Ultimo Miglio, colma lo spazio tra il bisogno e la sua soddisfazione, superando la burocrazia e la diffidenza del sistema bancario.
• Educazione Finanziaria: Molti beneficiari, in particolare giovani e donne, incontrano difficoltà nell’approccio al sistema finanziario a causa di una carenza di alfabetizzazione economica. L’educazione finanziaria e i servizi ausiliari di accompagnamento diventano la chiave di volta per l’utilizzo efficace dello strumento. L’ENM è attivo in iniziative come il Comitato per la Programmazione e il Coordinamento delle Attività di Educazione Finanziaria (presieduto dalla Professoressa Annamaria Lusardi) per sostenere la diffusione della conoscenza a ogni livello.
• Percorsi Formativi Personalizzati: Progetti come YES I START UP e F.A.S.I. sono finalizzati alla realizzazione di percorsi formativi e di accompagnamento personalizzato per fornire le competenze necessarie all’avvio e alla gestione d’impresa.

Il risultato di questo doppio binario educativo (formazione del tutor e formazione del neoimprenditore) è la riduzione quasi a zero della mortalità delle imprese nei primi due anni di attività. La formazione, dunque, non è un accessorio, ma un componente strutturale che garantisce la resilienza dell’impresa e la crescita dell’individuo.

3. LA NECESSITÀ DI SUPPORTARE IL MICROCREDITO SOCIALE PER IL WELFARE
Oltre all’autoimpresa, il microcredito si estende in una dimensione puramente sociale e di welfare. Il microcredito, infatti, è un vero strumento di welfare.
FUNZIONE ANTI-USURA E INCLUSIONE SOCIALE
Il microcredito sociale è dedicato a iniziative volte al sostegno dei consumi e a obiettivi di assistenza, rivolto alle fasce deboli della popolazione in stato di povertà o vittime di esclusione finanziaria.
Una delle sue funzioni primarie è la lotta all’usurarietà e all’esclusione sociale. Progetti specifici, come quello avviato con Roma Capitale, hanno utilizzato il microcredito sociale per superare le difficoltà derivanti da crisi economiche e pandemiche, impedendo che persone in temporaneo stato di difficoltà si rivolgessero agli usurai. In questo senso, il microcredito sociale è un meccanismo di difesa e di reinserimento nel circuito contributivo per i cittadini definiti “non bancabili”.
4. SOSTEGNO ALLA PERSONA
L’attenzione alla persona, che contraddistingue il microcredito, lo rende un meccanismo efficace di inclusione sociale e finanziaria. Esempi di microcredito sociale includono il sostegno a lavoratori in cassa integrazione per superare il momento di difficoltà e pagare le utenze di casa.
Inoltre, il microcredito sociale si connette con le politiche di welfare attraverso:
• Microcredito di Libertà: Un progetto specifico per l’emancipazione delle donne vittime di violenza, che mira a contrastare la sudditanza economica tramite finanziamenti e servizi di tutoraggio e educazione finanziaria, valorizzando il loro potenziale imprenditoriale.
• Un passo in più: Un progetto a sostegno delle donne che attraversano percorsi oncologici e hanno bisogno di aiuto concreto..

Il supporto al microcredito sociale, dunque, non è solo un atto di assistenza, ma una strategia per conferire dinamicità al tessuto economico e produttivo, favorendo l’emersione di professionalità specializzate e l’integrazione nel sistema di soggetti che altrimenti rappresenterebbero un aggravio in termini di assistenzialismo o microcriminalità. Promuovere il microcredito come strumento di welfare sostenibile è l’indirizzo seguito attraverso accordi e collaborazioni strategiche.

CONCLUSIONE
Il microcredito, nella sua declinazione italiana, rappresenta una soluzione politica e operativa sinergica e multidimensionale. Non è semplicemente un’alternativa al credito bancario tradizionale, ma un sistema complesso che unisce finanza, educazione e sostegno sociale. La sua efficacia nell’avviare l’autoimpresa, soprattutto per le categorie più deboli, è indissolubilmente legata alla qualità del tutoraggio e della formazione, che sono la chiave per la sostenibilità dei progetti e l’occupazione. Inoltre, la sua estensione in ambito sociale, con programmi dedicati al welfare e alla lotta all’usura, ne sottolinea il ruolo cruciale nel sostegno della coesione sociale e della sicurezza economica. In definitiva, il microcredito è un pilastro per lo sviluppo del made in Italy e un modello per affrontare le sfide dell’inclusione in una società moderna.

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